lombardia,  provincia di varese

Trekking al Monte Crocino da Arcisate: consigli per i non esperti (come noi)

Il Monte Crocino ad Arcisate è la prova che non serve scalare l’Everest per mettersi alla prova. Se cercate una passeggiata rilassante, siete nel posto sbagliato: qui la pendenza non fa sconti a nessuno.

Voglio essere onesta: il mio fiato è decisamente discutibile e non sono certo un’atleta allenata. Nonostante il cartello indicasse 45 minuti, noi ce ne abbiamo messi quasi il doppio, fermandoci a riprendere fiato ogni volta che il sentiero si faceva più cattivo. Ma sapete una cosa? Ne è valsa la pena.

In questa guida ho raccolto i miei consigli per i non esperti (e per chi, come me, ama il bosco ma odia la fatica estrema): ecco come arrivare in cima al Monte Crocino, dove parcheggiare ad Arcisate e come sopravvivere alla salita per godersi il panorama sulla Valceresio.

    Parcheggio e partenza del sentiero

    La partenza di questo trekking è ad Arcisate in via Lazzaretto.
    Si può parcheggiare accanto alla Chiesa del Lazzaretto ma tenete presente che ci sono pochi posti disponibili, 4/5 macchine al massimo.
    Sul fianco della chiesa troviamo il primo segnavia che indica 45min per raggiungere la nostra destinazione (magari..).

    Lasciata l’auto si prosegue sulla strada asfaltata e inizia subito la salita che non ci abbandonerà mai.

    Fonte del Bassin e primo bivio

    Terminate le case si incontra un ruscello e la fonte del Bassin, purtroppo asciutta a causa del basso livello del ruscello. Qui è presente anche una mappa informativa della zona.

    Proseguite sulla strada principale ignorando le indicazioni per il Passo del Vescovo che troverete alla vostra sinistra poco dopo la fonte. Dopo circa 10 minuti si arriva a una cappella dedicata alla Madonna e dopo altri 5 minuti e due tornanti si scorge un altro segnavia su un albero.

    Da qui in poi ci si immerge nel bosco lasciando la strada lastricata. 

    Il sentiero inizia a stringersi e continua a salire in modo costante. Lungo il percorso ci sono un paio di alberi da scavalcare e un altro da passarci sotto in modo un po’ scomodo. 

    Primo punto panoramico

    Dopo 15 minuti di salita si raggiunge un pilone dell’alta tensione e il punto panoramico intermedio sulla Valceresio e il lago di Lugano.

    L’ultimo tratto prima della vetta

    Gli ultimi 250 metri per raggiungere la cima si fanno più impegnativi, come se il resto del sentiero fosse stato una passeggiata. Alla salita sempre costante, e adesso anche più ripida, come difficoltà si aggiunge il sentiero peggiora con tratti esposti e rocce e radici da evitare.
    In circa mezz’oretta siamo arrivati alla croce che segna il nostro punto di arrivo. 

    Il segnavia dal punto panoramico intermedio segna 15 minuti, noi abbiamo avuto bisogno di 35 minuti per arrivare alla croce.

    Dopo la fatica ci godiamo il panorama

    La fatica della salita viene ripagata dalla vista: alla sinistra abbiamo il lago di Lugano e si scorge perfettamente Morcote con la sua chiesa, poi incontriamo Porto Ceresio e le prealpi.
    Il monte più vicino è il Monte Orsa (dove trovate una big bench). La vista prosegue sulla Valceresio e sulla Valle Olona con il seminario di Venegono Inferiore che svetta dalla sua posizione rialzata. Verso destra si intravede Varese e la punta finale del lago. 

    Se il meteo lo permette, guardando dritto davanti alla croce si riescono a vedere i grattacieli di Milano. 

    Dopo aver ripreso fiato bisogna scendere ripercorrendo lo stesso sentiero dell’andata prestando sempre molta attenzione a dove si mettono i piedi. Noi siamo tornati al punto di partenza in un’oretta. 

    Consigli pratici per sopravvivere al trekking

    Per fare questo sentiero sono super consigliate le scarpe da trekking per avere una buona presa sul terreno spesso ricoperto da foglie e con molti sassi.
    Tenete conto che gran parte del percorso è nel bosco quindi rimane umido anche in piena estate non avendo mai accesso al sole diretto.
    Possono tornare utili anche i bastoncini per aiutarsi nei punti più difficoltosi. Noi non li abbiamo portati quindi nei passaggi più ostici abbiamo fatto affidamento su rocce e piante per aggrapparci. 

    Ci sono segnavia lungo tutto il percorso nei punti “critici” con più opzioni ma se volete un aiuto tecnologico per capire se siete sul percorso corretto vi consiglio di utilizzare l’app maps.me. Dopo aver scaricato le mappe delle zone interessate vi aiuterà sia come navigatore che per visualizzare i sentieri anche se non c’è copertura di rete perchè funziona tramite GPS.
    Noi la utilizziamo spesso per capire a che punto del sentiero siamo e se abbiamo preso la strada giusta.

    Conoscevate questo sentiero? Ne avete altri in zona da consigliarci?

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    Chiara Viaggiante
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