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Grand Hotel Campo dei Fiori – il gigante addormentato di Varese

Il Grand Hotel Campo dei Fiori sorge sul monte Tre Croci, una cima del massiccio del Campo dei Fiori, a nord di Varese.
L’hotel è in stato di abbandono da anni ma rimane un notevole esempio dello stile liberty italiano.

All’inizio del XX secolo ci fu il boom del turismo della classe media. La zona di Varese, in primis quella del monte Campo dei Fiori, veniva scelta come meta dai milanesi che qui trovavano il fascino della montagna a pochi chilometri da casa, raggiungibile comodamente in un’ora.

vista dal monte Tre Croci

La Società Anonima dei Grandi Alberghi Varesini nel 1907 chiese a Giuseppe Sommaruga di progettare alcuni edifici a scopo ricettivo nella zona del monte Tre Croci per soddisfare la richiesta dei turisti. Questo incarico portò alla costruzione di un albergo di 30 camere (diventato poi il ristorante Belvedere), le stazioni della funicolare e di un lussuoso hotel da 200 camere.
Il Grand Hotel venne inaugurato nel 1912 dopo poco meno di due anni di costruzione.

Il progetto originale era ancora più imponente di quello che è stato poi effettivamente realizzato. Erano previsti 8 piani al posto dei 5 costruiti e ulteriori camere sopra l’area della sala da ballo che invece è restata un’ala a se stante.

La struttura si trova a quasi 1100 metri di altitudine. I grandi alberi che oggi si vedono attorno non sono autoctoni; furono piantumati in concomitanza con la costruzione del Grand Hotel per dare l’idea di essere in montagna. In origine qui erano presenti solo cespugli e fiori, come si può immaginare dal nome Campo dei Fiori.

Il flusso di turismo d’elite venne interrotto solo dalle due Guerre Mondiali.
Nel 1944 venne utilizzato come Ospedale Militare, mentre nel 1947 un incendio distrusse completamente l’ultimo piano che fu riparato alla bene meglio con una struttura prefabbricata, resa meno precaria solo attorno agli anni Ottanta con la costruzione di una struttura in muratura.
Nel 1953 la funicolare venne chiusa e da quel momento iniziò il declino del Grand Hotel che venne definitivamente chiuso nel 1968 e da allora non è ma più stato riaperto.

All’interno dell’hotel lavoravano stabilmente solo una trentina di persone. Quasi tutti gli ospiti arrivavano con i propri domestici al seguito, alcuni anche con il cuoco, non era quindi necessario avere molti dipendenti.

particolare della reception

Una camera costava l’equivalente di circa 250€ a notte, un prezzo non esagerato se si pensa che fosse un cinque stelle.
Bisogna però tenere in considerazione che a quei tempi non si faceva la vacanza di una/due settimane come adesso ma le camere venivano prenotate per tutta la stagione.
Solitamente si affittavano a “pacchetti” di due/tre camere perché ogni famiglia viaggiava con il proprio personale di servizio. Per questo motivo le camere erano tutte collegabili tra loro in modo da poter realizzare tutte le combinazioni richieste.
Non tutte le stanze erano dotate di servizi igienici, ma erano presenti nei corridoi. Considerando che quasi sempre si collegavano più stanza era quasi certo che si avesse a disposizione almeno un bagno privato.

Solo una camera era separata da tutte le altre: la suite. Con una superficie di 140 metri quadri dispone di tre camere, due bagni e un salottino privato.
A differenza di tutto il resto della struttura che è stata realizzata in stile liberty, questo appartamento ha uno stile classico per avvicinarsi ai gusti dei clienti più facoltosi che la prenotavano.
La camera più rinomata si trovava al piano terra, vicino a tutti i servizi dell’hotel. A inizio Novecento si seguiva il ragionamento inverso rispetto ad oggi, tenendo le camere più belle ai piani bassi e quelle più economiche ai piani alti.

il salottino privato della suite
una delle camere della suite
una delle camere dalla suite

Accanto a questa stanza è ancora visibile una parte del set del remake di Sospiria girato da Luca Guadagnino nel 2016.
Quest’area era utilizzata come sala da gioco.

parte del set del remake di Sospiria

Negli anni Ottanta la famiglia Castiglioni (proprietaria della Cagiva) acquistò lo stabile e si paventò l’idea che potesse venire riaperto. In realtà fu semplicemente utilizzato come basamento per i tralicci radio televisivi in seguito all’aumento della richiesta di punti in quota dove posizionare antenne e ripetitori per la nascita di emittenti radiotelevisive private.

Ad oggi la situazione non è cambiata. L’unico utilizzo dell’imponente struttura è quella di supporto alle antenne che con il passare degli anni sono arrugginite e alcune sono state ormai dismesse. La presenza delle antenne rende necessaria la presenza di un custode e di una minima manutenzione al tetto, questi due elementi fanno si che la struttura non cada in uno stato di totale abbandono e non sia preda di furti e vandalismi.

Nel 2017, anno del centenario della morte di Sommaruga, per la prima volta l’edificio è stato riaperto al pubblico per 7 weekend grazie ai ragazzi del Fai Giovani Varese, durante una mostra dedicata all’architetto.
Questo evento fu un successo, con i posti disponibili esauriti nel giro di pochi minuti.
A due anni di distanza è nuovamente possibile tornare a visitare l’interno del Grand Hotel, sempre grazie al patrocinio del Fai.

Le visite sono esclusivamente su prenotazione e a pagamento (5€ iscritti FAI, 8€ non iscritti) con una durata di circa un’ora.
Le prenotazioni vengono aperte il martedì prima dell’apertura alle 17 al seguente link.
Vi consiglio di essere già sul sito qualche minuto prima perché i posti finiscono molto velocemente nonostante i numerosi turni disponibili (di circa 30 persone ciascuno).
Le prossime aperture saranno il 6 e 7 luglio per poi riprendere in autunno.

La visita si snoda lungo alcune sale del piano terra e del primo piano. Per ragioni di sicurezza non è possibile accedere ai piani superiori.

ingresso

La cucina è uno degli ambienti che mi è piaciuto di più. Mostra tutti i segni dei cinquant’anni di abbandono ma ha un non so che di speciale. E’ ancora presente il forno in ghisa originale del 1912 che veniva usato per pasticceria e panetteria e il passavivande. La struttura con i fornelli risale agli anni ’50.

cucina degli anni ’50
posate con il logo del Grand Hotel
forno in ghisa originale del 1912

Un’altra sala che lascia a bocca aperta è la sala da ballo con il suo terrazzo panoramico che veniva pubblicizzato come il “più bel balcone della Lombardia”. Da qui con il bel tempo è possibile vedere fino a Milano, noi ovviamente siamo capitati in una giornata grigia e uggiosa quindi si faticava a vedere Varese.
Il parquet di questa stanza è quello originale dell’apertura ed è in ottime condizioni per avere cento anni.

il parquet originale

L’apertura dell’hotel era stagionale, restando chiuso nei mesi più freddi. Negli opuscoli veniva pubblicizzato il fatto che nelle camere si riuscissero a raggiungere i 18 gradi anche quando fuori la temperatura era a zero gradi.

Per raggiungere il Grand Hotel, una volta usciti dall’autostrada a Varese bisogna seguire le indicazioni prima per il centro città e successivamente per il Sacro Monte / Campo dei Fiori.
Oltrepassate la Prima Cappella del Sacro Monte e proseguite fino ad un incrocio dove bisogna tenere la sinistra in direzione Campo dei Fiori / Osservatorio Astronomico. Se qui si tiene la destra si sale alla frazione di Santa Maria del Monte, punto di arrivo della salita del Sacro Monte.

Santa Maria del Monte vista dal Grand Hotel

La strada, già non particolarmente ampia, si stringe e iniziano una serie di curve e tornanti.
L’ingresso della proprietà si trova alla vostra destra a metà di un tornante.
E’ possibile salire anche utilizzando l’autobus della linea CF che ha il capolinea proprio fuori dal cancello del Hotel.

Proseguendo sulla strada si sale fino all’Osservatorio Astronomico e a diversi Belvedere sulle valli circostanti.

vista dalla linea Cadorna
vista dal punto panoramico sotto l’Osservatorio Astronomico

Un altro modo per arrivarci è seguire il sentiero 1 del Parco Regionale Campo dei Fiori che parte dalla Prima Cappella e termina al Forte di Orino.

Se avete in programma di visitare Varese e dintorni vi consiglio di controllare le prossime aperture e di prenotare una visita a questo Gigante.
Una volta varcata la soglia si viene catapultati indietro di cento anni, ti aspetti di vedere scendere da un momento all’altro dalla monumentale scala pentagonale signore con i loro ampi vestiti pronte per fare una passeggiata nel verde che circonda il Grand Hotel.

Guarda il video della visita al Grand Hotel sul nostro canale Youtube.
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